Ginecologia

Il dott. Gianattasio è medico specialista in ostetricia e riceve su appuntamento ed opera presso:

  • il Centro Polispecialistico in largo Baselice 1 a Manfredonia: contatti allo 0884-538841;
  • il Centro Polispecialistico dr. Capatorto in Via Berlinguer 65 a Mola di Bari, tel. 080 4733248;
  • il centro Cariopiù in Via Roma a Fasano, tel. 328/2429911.

Ecografia Pelvica Transaddominale

È un esame ecografico dell'apparato genitale interno eseguito con la sonda ecografica appoggiata sull’addome.

Indicazioni: la tecnica di scansione transaddominale dell’utero e delle ovaie è stata da tempo superata dalla tecnica di scansione transvaginale, in quanto quest’ultima offre immagini di risoluzione più fine. Tuttavia trova ancora oggi indicazione nei casi di pazienti che non possono eseguire la scansione vaginale oppure nei casi di voluminose masse pelvi-addominali che per le loro notevoli dimensioni vengono visualizzate solo parzialmente con la sonda vaginale.

Esecuzione: è necessario che la paziente abbia la vescica distesa per sollevare le anse intestinali che disturbano l’esame e consentire il passaggio del fascio di ultrasuoni verso l’utero e le ovaie. L'esame dura in genere pochi minuti. Il referto viene consegnato immediatamente dopo l’esame.

Ecografia Pelvica Transvaginale

È un esame ecografico dell'apparato genitale interno eseguito con la sonda ecografica introdotta in vagina. Attraverso questa via la sonda viene posta a contatto diretto con l’utero e le ovaie e questo consente una accuratezza diagnostica maggiore rispetto alla ecografia ginecologica addominale.

Indicazioni: l’ecografia transvaginale trova indicazione in presenza di sintomi vari, quali il dolore pelvico, le perdite ematiche uterine anomale, le irregolarità del ciclo mestruale. E’ indicata anche nei casi in cui alla visita ginecologica vengano riscontrate tumefazioni pelviche (uterine o annessiali) o nei casi in cui la visita ginecologica è di difficile esecuzione (paziente obesa, resistenza delle pareti addominali). Attualmente viene considerata come una integrazione alla visita ginecologica per le molteplici informazioni che può offrire sulla morfologia e funzione dell’apparato genitale femminile. A livello uterino è possibile riconoscere la presenza di fibromi, di adenomiosi, di malformazioni, di patologie endometriali (polipi, iperplasie). A livello ovarico si può evidenziare la presenza di lesioni cistiche e, in base alle caratteristiche ecografiche e flussimetriche, è possibile orientarsi sulla natura della cisti (funzionale, endometriosica, dermoide, potenzialmente sospetta). Per la possibilità di riconoscere lesioni endometriali ed ovariche fin dalla loro fase iniziale, l’ecografia transvaginale risulta utile anche in pazienti in post-menopausa.

Esecuzione: l’esame è indolore e si esegue a vescica vuota. La paziente viene fatta sdraiare sul lettino ginecologico e la sonda ecografica, avvolta da un involucro sterile, viene introdotta in vagina e manipolata delicatamente dall’operatore per evidenziare i genitali interni. L'esame dura in genere pochi minuti.

Il referto viene consegnato immediatamente dopo l’esame.

Ecografia Transvaginale Tridimensionale

L'ecografia transvaginale tridimensionale permette di visualizzare gli organi genitali interni della donna secondo i tre piani dello spazio (sagittale, trasversale e coronale), cosa non ottenibile con le sonde bidimensionali.

Per quanto riguarda l'utero, il vantaggio della tridimensionale è quello di ricostruire il piano coronale, che permette una migliore accuratezza diagnostica nello studio della morfologia, delle dimensioni e della cavità uterina . Su questo piano è infatti possibile valutare la presenza di malformazioni uterine, quali utero bicorne , utero setto , utero arcuato, o di valutare patologie endocavitarie, quali miomi sottomucosi o polipi endometriali.

Nelle tumefazioni ovariche, l'ecografia 3D permette l'analisi della superficie interna delle cisti, dei contorni e dell'apporto sanguigno di una massa solida e migliora l'accuratezza nella valutazione del rischio di malignità.

La tecnica di scansioni è identica alla ecografia tradizionale bidimensionale. Il vantaggio è quello di potere acquisire il volume ed analizzarlo successivamente, limitando così al minimo il disagio della paziente.

Ecografia transvaginale
Ecografie

Colposcopia

La colposcopia consiste nella visione diretta ed ingrandita del collo dell'utero mediante il colposcopio. Questo strumento permette di ottenere una visione ingrandita (fino a 25 volte) del collo uterino, della vagina e dei genitali esterni.

Indicazioni: la colposcopia viene eseguita nelle pazienti che presentano alterazioni cellulari al PAP-test o che mostrano lesioni visibili ad occhio nudo durante la visita ginecologica tradizionale.

Con la colposcopia si possono individuare sul collo dell'utero delle aree sospette su cui eventualmente eseguire una piccola biopsia mirata. Con l’associazione di colposcopia e Pap-test si può quindi fare diagnosi molto precoce di lesioni pre-neoplastiche o di neoplasie alla fase iniziale, consentendo così una asportazione delle lesione con interventi molto limitati e talvolta addirittura ambulatoriali.

Esecuzione: la paziente non deve essere in fase mestruale.

L'esame è indolore ed è paragonabile ad una normale visita ginecologica; applicato lo speculum vaginale, il collo dell’utero viene osservato in ingrandimento prima e dopo l’applicazione di due reagenti (acido acetico e soluzione di Lugol). Questi consentono di studiare in dettaglio la cosiddetta giunzione squamo-colonnare, che è la zona di passaggio tra la mucosa del collo uterino e la mucosa endocervicale. Tale zona rappresenta la sede più frequente di insorgenza dei tumori del collo dell'utero. La visione ingrandita e l’uso dei reagenti permettono di riconoscere alterazioni sospette sulle quali si può eseguire una piccola biopsia mirata per ottenere una diagnosi definitiva. L'esito della colposcopia viene consegnato alla paziente subito dopo l'esame. Se viene eseguita una bipsia il risultato viene consegnato dopo 15 giorni circa.

Vulvoscopia

La vulvoscopia è un esame che consente di osservare la vulva e dei tessuti circostanti con un microscopio a piccolo ingrandimento.

Indicazioni: l’indicazione principale è il prurito e il bruciore vulvari che rappresentano sintomi comuni a molte malattie dei genitali esterni, come infiammazioni, distrofie, infezioni da Papilloma virus, lesioni pretumorali e tumorali.

Poiché i tumori della vulva sono più frequenti nelle donne in menopausa, è utile sottoporre a vulvoscopia le pazienti in menopausa che lamentano disturbi vulvari o notano modificazioni della mucosa vulvare.

In presenza di infiammazioni si pratica un esame batteriologico a fresco esteso anche alla vagina che di solito è interessata dallo stesso processo infiammatorio. In presenza di aree sospette si può praticare un piccolo prelievo bioptico della lesione per raggiungere una diagnosi definitiva.

Esecuzione: con la paziente in posizione ginecologica si studiano i genitali esterni, dapprima ad occhio nudo poi attraverso il colposcopio, dopo aver applicato un reagente (acido acetico) che ha la funzione di evidenziare lesioni non altrimenti visibili. In caso si renda necessaria una biopsia mirata questa viene eseguita in anestesia locale. L'esito della vulvoscopia viene consegnato alla paziente subito dopo l’esame. Se viene eseguita una biopsia, il risultato viene consegnato dopo circa 15 giorni.

Macchinari per la vulvoscopia
Tecnologia avanzata per esame vulvoscopia
Vulvoscopia

Test HPV

È una metodica che consente di riconoscere la presenza nelle cellule della cervice uterina dell’ HPV (Human Papilloma Virus). Esistono in natura più di 80 genotipi diversi di HPV, dei quali fortunatamente solo pochi hanno potenzialità di sviluppare una neoplasia cervicale. Grazie a questo test è quindi possibile stimare con maggior accuratezza il rischio neoplastico di una lesione riscontrata al Pap-test o mediante colposcopia.

Indicazioni: la tipizzazione HPV è indicata nelle pazienti in cui il Pap-test abbia fornito un risultato equivoco (ASCUS), o abbia evidenziato alterazioni cellulari di grado lieve (L-SIL) o elevato (H-SIL).

Esecuzione: la tecnica del prelievo è simile a quella del Pap-test: applicato lo speculum vaginale, si preleva il materiale cervicale utilizzando di un apposito spazzolino. L'esame è completamente indolore e dura pochi minuti. Il materiale prelevato, conservato in un apposito contenitore, è inviato in laboratorio.

Risultati: il risultato del test viene consegnato alla paziente dopo circa 15 giorni. In caso di positività, il trattamento successivo è anche in funzione del Pap-test e del quadro colposcopico. In caso di lesioni sospette è utile l’esecuzione di una biopsia della cervice uterina. Negli altri casi si consigliano controlli periodici ambulatoriali. In caso di negatività nelle donne giovani può esser consigliata la esecuzione di una vaccinazione contro l’HPV.

PAP Test

La colpocitologia o Pap-test (test di Papanicolau) consiste nel prelievo di cellule desquamate dal collo uterino e dalla vagina, e nel loro esame al microscopio dopo adeguata colorazione.

Indicazioni: il Pap-test é l'esame fondamentale per lo screening (identificazione precoce) del tumore del collo dell'utero. E’ consigliato con scadenza annuale a tutte le donne a partire dall'inizio dell'attività sessuale.

Esecuzione: l’esame è di semplice esecuzione e viene eseguito nel corso di una visita ginecologica. Una volta visualizzata la cervice uterina con lo speculum, si raccolgono le cellule da esaminare utilizzando una spatola per la porzione esterna della cervice e uno spazzolino per il canale cervicale. Le cellule vengono poi strisciate su un vetrino e fissate con una sostanza che ne impedisce il deterioramento. Il vetrino viene poi inviato in laboratorio per la colorazione e il successivo studio al microscopio. Il prelievo può talvolta comportare una leggera abrasione del collo dell'utero responsabile di un lieve sanguinamento che non ha bisogno di alcun trattamento e cessa spontaneamente.

Risultati: il risultato dell’esame viene comunicato alla paziente dopo circa due settimane. In caso di normalità la paziente è invitata ad successivo controllo dopo un anno. Nella eventualità di un reperto alterato o dubbio, la paziente viene invitata ad eseguire ulteriori controlli

Sonoisterografia

Consiste in una ecografia dell’utero dopo somministrazione di mezzo di contrasto (soluzione fisiologica) nella sua cavità.

Indicazioni: la sonoisterografia è utile nel valutare le patologie della cavità uterina: malformazioni, polipi, miomi sottomucosi, sinechie.

Esecuzione: con la paziente in posizione ginecologica si applica uno speculum vaginale e si introduce nel canale cervicale un sottile catetere attraverso il quale si iniettano in cavità uterina pochi c.c. di soluzione fisiologia. Quindi si valuta la morfologia della cavità uterina tramite ecografia transvaginale.

È possibile anche valutare la pervietà delle tube, ma non la loro morfologia.

L’introduzione del catetere e della soluzione fisiologica in alcuni casi può generare una lieve dolenzia pelvica che regredisce spontaneamente in breve tempo.

Il referto viene fornito immediatamente dopo l’esame.

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